Uno, due,
centomila Nessuno
personale di Beppe Gromi
dal 20 marzo al 20 giugno 2026
Inaugurazione venerdì 20 marzo 2026

Uno, due, centomila Nessuno di Beppe Gromi


Uno, due, centomila Nessuno di Beppe Gromi

Uno, due, centomila Nessuno di Beppe Gromi
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Disegnare, camminare, scommettere oltre l'orizzonte
di Piero Gorza
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Abbiamo visto per anni persone in cammino, uomini, donne bambini, approdare alle nostre montagne dopo interminabili traversie. Abbiamo raccolto la testimonianza di adolescenti che hanno salvato la propria famiglia perché sapevano usare mappe, telefonino e internet. Abbiamo incontrato ragazzi che hanno guidato genitori e nonni lungo le diverse vie dei Balcani fino ad arrivare alla nostra frontiera della Valle di Susa. Tutti hanno abitato il cammino e si sono cimentati con muri, reti metalliche, burocrazie infantilizzanti, campi, deserti, mari e montagne in una scommessa che metteva in gioco la vita e la morte, ma che soprattutto guardava a un orizzonte di esistenza qualificata.
Hannah Arendt diceva che la prima e più radicale violazione dei diritti umani è la violenza di togliere il diritto ad abitare la terra. Per milioni di persone non si tratta di essere cacciati da una terra, ma di essere messi al bando dalla terra.
Con diverse declinazioni stati dispotici e democrazie hanno dichiarato una guerra a questo popolo in cammino e la violazione dei diritti umani e il ricorso a torture e pratiche degradanti costellano le diverse rotte e ossessivamente si riproducono. I disegni di Beppe Gromi raccontano l'eversività di un camminare e di un inventare i propri passi.
I disegni di Beppe Grami raccontano l'eversività di un camminare e di un inventare i propri passi. Si tratta di un'odissea senza Itaca, di un camminare che è metafora della vita e della volontà di "aver diritto ad avere diritti". Anche questo uscire dalle scatole, dai barattoli e dalle gabbie per srotolarsi verso altro, verso futuri, allude a un capovolgimento del nostro sguardo abituale. La nostra prospettiva non solo confina e disciplina i corpi, ma stereotipizza le persone migranti all'interno di pregiudizi coloniali e addomestica la loro presenza. Gli altri però non esistono perché noi li guardiamo, esistono, ci guardano e inventano mondi. La loro libertà di movimento e di sguardo è la nostra libertà. La libertà o è di tutti o si chiama soltanto privilegio.​
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A cura di
Beppe Gromi, Margherita Bert​
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Associazione Le vie del segno
Via XXV Aprile 2, Torre Pellice (TO)
